<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> El Charcon
     
 


LA STORIA

EL’origine del nome Arrieta trova le sue radici al tempo della conquista dell’isola di Lanzarote nell’anno 1402 ed ha il suo fondamento in quella che oggi si chiama Playa de La Garita, allora e per molto tempo chiamata "Rada de Arríete", in onore del conquistatore normanno Arríete Perdomo, che sbarcò sull’isola attraverso la sopra menzionata Rada.
Quando Juan de Bethencourt nel 1402 iniziò la conquista di Lanzarote, portò assieme a lui altri importanti personaggi come suo nipote Maciot de Bethencourt così come suo cugino Arríete Perdomo, che diventò in seguito genero di Maciot.
Juan de Bethencourt non lasciò eredi e la discendenza del suo Casato, con tutte le derivazioni possibili di Betancor, Betancort ed altri, è dovuta a suo nipote Maciot, che sposò la principessa indigena Teguise; la figlia di questi, Margarita Inés, si sposò poi con Arríete Perdomo, che è poi l’origine comune di tutti i Perdomo delle Isole.
Il paese di Arrieta iniziò a formarsi nella metà del 1800, con poche case di vacanza edificate da alcuni facoltosi abitanti di Haría, oltre ad alcune capanne che furono costruite dalle famiglie di marinai che approdavano in questo porto, come i Mesas ed altri, per la maggior parte provenienti da Arrecife.
Nel paese di Arrieta si costruì nel 1916 un edificio singolare, con una architettura di stile orientale, che fu battezzata col nome di “Chalet de Arrieta”, la quale racchiude una triste storia: il proprietario, Don Jaun de León Perdomo, nativo di questo municipio, emigrò in Argentina, riuscendo ad accumulare una considerevole fortuna derivata dal commercio del frumento, con alcuni importanti silos a Bahía Blanca. Sposò Doña Juana Alemana, dalla quale nacque Juana de León Alemán, nel 1904; ma Juanita, come era chiamata, si ammalò di tubercolosi ed i genitori decisero di ritornare ad Arrieta, sperando in un miglioramento dovuto al cambio di aria. Comprarono una terreno nel quale, sulla riva del mare, edificarono questo particolare edificio dopo il consiglio dei medici, convinti che lo iodio del mare avrebbe procurato un miglioramento alla stato della giovane. Juanita si fidanzò nel frattempo con Don Mariano López Socas. La triste vicenda si concluse nello Chalet dove la giovane morì il 02 novembre del 1921. I suoi resti furono traslati in un Panteon che suo padre fece costruire nel cimitero di Haría. Si attribuì a Juanita perfino una apparizione.
La costruzione dello Chalet diede lustro e rango e gli organismi competenti decisero di costruire nelle immediate vicinanze un molo commerciale, che ebbe una grande importanza nell’isola con l’arrivo dei “vapori” La Astelena, La Esilia, El Bartolo, capitanato da D.David, ed alcuni altri.